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Moda sostenibile in prima linea, chiude la sua sfida alla fast fashion

Un confronto internazionale dedicato al settore tessile. La lotta alla fast fashion

Un confronto internazionale sulla sostenibilità del settore tessile. E’ quanto promosso dal progetto europeo VERDEinMED, iniziativa finanziata dal programma Interreg Euro-Med nata per promuovere modelli produttivi più sostenibili e ridurre l’impatto ambientale dell’industria della moda. Il summit si è tenuto all’Auditorium di Confindustria Umbria e ha visto la partecipazione di partner internazionali, istituzioni, imprese e mondo della formazione provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo, tra cui Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Slovenia, Bulgaria e Macedonia. Presenti anche il presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati e il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti.

Il progetto, sviluppato in Umbria grazie alla collaborazione tra Confindustria Umbria e Legambiente Umbria, ha affrontato una delle sfide più urgenti del comparto: l’impatto della fast fashion in termini di spreco di risorse, emissioni e produzione di rifiuti tessili. L’obiettivo è stato quello di favorire la transizione verso un’economia circolare coinvolgendo imprese, cittadini, scuole ed enti pubblici.

Confindustria Umbria ha lavorato a stretto contatto con le aziende del territorio, offrendo supporto tecnico e percorsi di accompagnamento per migliorare sostenibilità e competitività della filiera. Parallelamente Legambiente ha promosso attività di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani e coordinato i Living Lab, laboratori partecipativi dedicati alla costruzione di nuove pratiche di consumo responsabile. Numerosi gli enti umbri coinvolti, tra cui Regione, Comune di Perugia, Arpa, Gesenu, Auri, Ater e Sviluppumbria, oltre a scuole e centri di formazione impegnati su eco-design, riciclo e riuso dei materiali.

Secondo Leonardo Mazzocchio, presidente della sezione Abbigliamento di Confindustria Umbria, il progetto ha aiutato le imprese “a crescere nella consapevolezza ambientale, elemento ormai decisivo per il futuro del settore moda”. Per Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria, “solo attraverso il dialogo tra produttori, istituzioni e consumatori è possibile cambiare davvero il volto della filiera tessile”.

Dall’indagine realizzata nell’ambito del progetto emerge inoltre una crescente richiesta di trasparenza da parte dei consumatori, sempre più attenti all’origine dei materiali e alle condizioni etiche di produzione

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