Parcheggi sostenibili con i pannelli solari
Produzione di energia, ricarica elettrica e copertura da eventi atmosferici avversi. Senza consumo di suolo
Produce energia senza perdite di rete e senza nuove linee; ripara le auto dal sole riducendo in estate la temperatura del parcheggio, e dalla grandine; rappresenta l’infrastruttura naturale per le colonnine di ricarica elettrica delle auto. Questi i principali vantaggi dell’uso del fotovoltaico nei parcheggi pubblici. Nonostante si tratti di una preziosa opportunità che sfrutta superfici già esistenti senza quindi alcun sacrificio di consumo di suolo nuovo, l’impiego è ancora scarso, in particolare nel nostro paese.
Il quadro in Europa
I parcheggi esterni coperti da pensiline fotovoltaiche sono diventati realtà già da qualche anno in alcuni paesi del continente. In Francia dal 2023 è stata imposta la copertura dei grandi parcheggi: almeno la metà della loro superficie, infatti, deve essere coperta da pensiline fotovoltaiche. Al momento tale obbligo riguarda i parcheggi sopra i 10.000 metri quadrati avevano tempo, mentre quelli tra 1.500 e 10.000 hanno tempo per adeguarsi fino al 2028.
In Germania 5 länder impongono il fotovoltaico sui nuovi parcheggi e sono previsti sussidi nel settore energetico rinnovabile (EEG) per gli impianti entrati in funzione dal 2023. Anche in Slovenia dal 2023 è in vigore l’obbligo di pannelli solari oltre che su edifici di nuova costruzione, anche su ampliamenti e coperture, incluse le aree di parcheggio. A questi si aggiungono i Paesi Bassi che applicano simili regole o le stanno preparando come nel caso della Spagna.
E in Italia? Nel nostro paese sui parcheggi scoperti, non esiste alcun obbligo. La questione, inclusi gli incentivi fiscali e semplificazioni per le pensiline, è stata oggetto di un disegno di legge proposto nell’aprile 2024 e di cui è iniziata la discussione in commissione, fermandosi tuttavia alla fase degli emendamenti che non hanno avuto alcun seguito.

Il quadro e la normativa in Italia
Stando ai dati riferiti al 2024 tratti dal rapporto ISPRA-SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” in Italia gli impianti fotovoltaici a terra occupano circa 18.837 ettari, pari al 20,3% di tutto il nuovo consumo di suolo registrato in Italia nel 2024, con una maggior distribuzione in Puglia, la regione con la maggiore estensione di impianti a terra, circa il 28% del totale nazionale, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna.
Lo stesso rapporto ISPRA stima in oltre 1.130 km² di superficie edificata ancora sfruttabile per il fotovoltaico senza alcun consumo di suolo aggiuntivo. Per realizzare la quantità di energia rinnovabile necessari al raggiungimento entro il 2030 degli obiettivi del piano “REPowerEU” è sufficiente 0,3% del suolo nazionale, una superficie inferiore a un terzo di quella occupata da piazze e parcheggi. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) indica esplicitamente come priorità “lo sfruttamento delle superfici di strutture edificate (tetti, capannoni industriali e parcheggi), aree e siti oggetto di bonifica, cave e miniere cessate” prima del ricorso al suolo agricolo.
Secondo il decreto legislativo n.5 del 9 gennaio 2026 che recepisce la direttiva europea RED III, gli impianti fotovoltaici a terra non concorrono al raggiungimento delle quote obbligatorie di rinnovabili previste per gli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione. La norma richiede obbligatoriamente dal 3 agosto 2026, che i pannelli siano collocati sopra l’edificio e che vengano integrati nella struttura, oppure sulle pertinenze, tra cui le tettoie dei parcheggi e le pergole fotovoltaiche.
Il cronoprogramma prevede una prima fase che si concluderà il 31.12.2026, quando tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali superficie utile >250 m² dovranno avere una copertura con pannelli fotovoltaici.
Nella seconda fase, che terminerà il 31.12.2027, tale obbligo si estende agli edifici pubblici esistenti con superficie coperta utile >2.000 m² e agli edifici non residenziali esistenti >500 m² se sottoposti a una ristrutturazione rilevante. Dalle ultime due fasi, rispettivamente entro il 31.12.2028 e il il 31.12.2029 saranno interessati gli edifici pubblici con superficie coperta utile >750 m² e tutti i nuovi edifici residenziali oltre ai nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici.

Cosa dice l’UE
Seppure in tema di coperture dei parcheggi pubblici sembra che qualcosa cominci a muoversi anche in Italia, sui parcheggi scoperti resta un buco.
Con la direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), la cosiddetta Direttiva Case Green , la norma europea sulla prestazione energetica nell’edilizia, il cui recepimento in Italia è atteso nel corso del 2026, infatti sii prevede che entro dicembre 2029 in tutta l’Unione europea i pannelli solari debbano essere installati su tutti i nuovi parcheggi coperti fisicamente adiacenti agli edifici.
E’ evidente insomma che per i grandi parcheggi scoperti già esistenti non è previsto nulla. Ciò appresenta una grave carenza: un grande spazio occupato da centri commerciali, supermercati poli logistici, e stabilimenti industriali, ma anche ospedali, è rappresentato una distesa di asfalto esposta al sole per tutto il giorno, con le conseguenze immaginabili in termini di calore, in particolare d’estate.
In questi ampi spazi le pensiline fotovoltaiche porterebbero notevoli vantaggio in termini di contenimento del calore e produzione di energia, utile anche per la ricarica dei veicoli. Senza occupare un solo metro quadrato di terreno nuovo.
E allora, perché l’Italia non si muove autonomamente in questa direzione, come già altri paesi europei hanno fatto o stanno facendo, senza attendere direttive dall’UE?

Stradenuove è anche App!
Gratis, senza registrazione. Notizie, podcast, Web TV sempre con te.
➜ Installa da stradenuove.vipiPhone: Safari → Condividi → Aggiungi a schermata Home Android: Chrome → Installa app

