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Robot e IA in difesa del mare: il futuro è già in acqua

Il progetto RAISE, finanziato dal PNRR con 27 partner tra università, imprese e istituzioni, ha sviluppato tecnologie avanzate per il monitoraggio degli ecosistemi marini

Droni che sorvolano le coste liguri, sensori subacquei che misurano la qualità dell’acqua, algoritmi capaci di prevedere una mareggiata prima che si abbatta sulla riva: non è la trama di un romanzo di fantascienza, ma il risultato concreto di un progetto di ricerca che ha trasformato la tecnologia in uno strumento di tutela ambientale. Si chiama RAISE – Robotics and AI for Socioeconomic Empowerment – ed è una delle iniziative più ambiziose finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il progetto ha coinvolto 27 partner tra università, centri di ricerca, imprese private e istituzioni locali, con l’obiettivo di costruire un ecosistema integrato di innovazione tecnologica radicato nel territorio ligure ma con una visione di scala nazionale e internazionale. Tra i protagonisti figura ETT SpA, azienda genovese specializzata in soluzioni digitali avanzate, che ha assunto un ruolo chiave nello sviluppo delle piattaforme di monitoraggio ambientale e gestione dei dati.

Oltre 300 dataset interconnessi

Uno dei contributi più significativi di ETT al progetto riguarda la gestione e l’integrazione dei dati ambientali. L’azienda ha lavorato su oltre 300 dataset provenienti da fonti eterogenee, rendendoli interoperabili e conformi ai principi FAIR – un acronimo che sta per Findability, Accessibility, Interoperability e Reusability – un insieme di standard internazionali che garantisce che le informazioni siano facilmente reperibili, accessibili, integrabili e riutilizzabili da chiunque ne abbia necessità.

L’obiettivo non è soltanto raccogliere dati, ma trasformarli in strumenti operativi concreti. A partire da queste basi informative, ETT ha sviluppato piattaforme digitali e cruscotti interattivi che permettono di visualizzare in tempo reale lo stato degli ecosistemi marini, simulare scenari futuri e supportare le decisioni di enti pubblici, ricercatori e gestori ambientali. Cambiamento climatico, inquinamento, traffico marittimo: fenomeni complessi che diventano leggibili e gestibili grazie a interfacce intuitive e potenti motori di analisi.

L’ocean intelligence e i sistemi di supporto decisionale

Nel cuore dell’approccio sviluppato nel progetto c’è il concetto di “ocean intelligence“: un’intelligenza applicata agli oceani che integra dati, tecnologie e capacità analitiche per migliorare la conoscenza e la gestione degli ambienti marini. Le soluzioni messe a punto combinano sensori avanzati, stazioni di monitoraggio fisse, veicoli autonomi e sistemi robotici intelligenti, ampliando sia la copertura geografica sia la precisione delle osservazioni.

Tra gli strumenti più innovativi spicca il Decision Support System – il sistema di supporto alle decisioni – che consente a ricercatori e amministratori di analizzare parametri ambientali su mappe interattive, valutare scenari di rischio e pianificare interventi di mitigazione in modo più efficace e consapevole. Un approccio che trasforma la gestione delle risorse marine da reattiva a predittiva.

Dalla costa alla città: prevenzione sismica e allerta mareggiate

Le attività del progetto non si sono limitate al mare aperto. ETT ha sviluppato sistemi basati su droni e sensori multidimensionali per monitorare anche la qualità dell’aria e simulare la propagazione di fenomeni ambientali complessi. Sul fronte della sicurezza urbana, sono stati realizzati strumenti per la valutazione del rischio sismico nelle aree metropolitane e – particolarmente rilevante per una regione come la Liguria – sistemi di allerta precoce per le mareggiate costiere, costruiti su modelli predittivi e tecniche di apprendimento automatico.

RAISE ci ha mostrato che la tecnologia diventa davvero funzionale quando nasce dall’ascolto del territorio e dal coinvolgimento delle persone che lo abitano“, ha dichiarato Antonio Novellino, responsabile della Market Line Smart City di ETT. “Abbiamo gestito dati complessi e li abbiamo resi disponibili in strumenti condivisi, capaci di supportare chi studia e tutela l’ambiente, ma anche di coinvolgere attivamente i cittadini.”

È proprio questa dimensione partecipativa uno degli elementi più originali del progetto: la citizen science – la scienza dei cittadini – viene riconosciuta come una componente essenziale del sistema, capace di alimentare un flusso continuo di dati e conoscenze che arricchisce le analisi scientifiche e rafforza il senso di responsabilità collettiva verso l’ambiente.

I risultati dell’iniziativa sono stati presentati a Genova durante l’evento “RAISE CONNECTIONS – Risultati, Impatto, Prospettive”, una giornata dedicata alla condivisione delle esperienze maturate e alla discussione delle prospettive future. Un appuntamento che ha confermato come il modello ligure di innovazione aperta e collaborativa possa rappresentare un riferimento per l’intero Paese, in linea con gli obiettivi internazionali per la sostenibilità degli oceani fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.