UNA VITA SENZA ODORI
C’è chi non li sente dalla nascita e chi perde l’olfatto per traumi e malattie. Con Anna D’Errico, neuroscienziata, impariamo a riconoscere e gestire una situazione molto più comune di quanto non sembri.
Viviamo in un mondo di odori, eppure tendiamo a sottovalutarli. Salvo, negli ultimi due anni di pandemia, metterci in allarme quando ci accorgiamo che non li sentiamo più. Al di là dei casi di perdita dell’olfatto a causa del Covid-19, ci sono casi in cui la mancanza o il depotenziamento di questo senso accade fin dalla nascita o nella vita, per esempio a causa di traumi o infezioni. Un 5-10% della popolazione mondiale, si stima che ne soffra ed è una percentuale che cresce al 20% nel caso di popolazione sopra i 60 anni e oltre il 70% quando si superano i 70 anni.
Anna D’Errico, neuroscienziata e divulgatrice scientifica, affronta di petto la questione nel suo libro ‘Profumo di niente’. Ha dedicato le sue ricerche allo studio di come il cervello decifra e riconosce gli odori, ha un blog molto seguito sul tema ‘naso’ e con questo va al cuore della questione, dando consigli e indicazioni. Prima di tutto per capire e affrontare senza ansia tante situazioni che nel corso della vita, possono modificare l’olfatto. “Ci tengo a parlare di alterazioni dell’olfatto e non solo di perdita – precisa – perché ci concentriamo troppo spesso solo sull’assenza, mentre è un cambiamento, si tratta di scoprire cosa resta a livello percettivo. L’importante è accorgersene e affrontare la situazione. Non sempre un’alterazione è patologica. Non sentire gli odori non è di per se una malattia”.


