VOLIERE, LECCI E BENESSERE: BENVENUTI NELLA ECO-OASI DEI FAGIANI

Vito Cornacchia alla guida dell’allevamento Salviati nel Parco Naturale di Migliarino

AMBIENTE
Francesca Franceschi
VOLIERE, LECCI E BENESSERE: BENVENUTI NELLA ECO-OASI DEI FAGIANI

Vito Cornacchia alla guida dell’allevamento Salviati nel Parco Naturale di Migliarino

“A darmi la spinta motivazionale è stato un mix di passione, audacia e voglia di mettermi in gioco e, nonostante i molti sacrifici e un’evidente crisi economica, non ho intenzione di indietreggiare neppure di un passo”.

Lo dice con l’entusiasmo e la luce negli occhi che solo chi ama il proprio lavoro possiede. Vito Cornacchia gestisce da ben 24 anni l'”Allevamento Selvaggina Migliarino”, uno dei più grandi allevamenti di fagiani della Toscana, di proprietà del Duca Forese Salviati, che si estende su circa sei ettari di terreno all’interno del Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Nelle voliere di viale dei Pini nascono, crescono e diventano adulti alcune decine di migliaia di fagiani, oltre che esemplari di starne e pernici rosse, che possono contare su un ambiente vasto e incontaminato. Complici un viscerale amore per la natura e dieci anni di esperienza come allevatore di maiali, mucche limousine e fagiani, Cornacchia nel 1996 lascia la sua Volterra e un contratto a tempo indeterminato alla Piaggio per approdare nella piccola frazione del Comune di Vecchiano.

“È un’azienda storica, fino al 1979 era una riserva di caccia padronale” spiega l’allevatore che ha fatto della qualità il valore aggiunto del suo allevamento di selvaggina. Da quando l’uovo si schiude fino al capo di bestiame adulto: questo il ciclo di vita che cura e segue meticolosamente Cornacchia nell’allevamento migliarinese.

Incubatrici, notti insonni per controllare la temperatura dei locali dove riposano i fagiani appena nati e un impegno totalizzante fanno dell’azienda di viale dei Pini uno dei fiori all’occhiello della Toscana. Una scommessa che 24 anni fa è iniziata con qualche incertezza anche a causa della prematura scomparsa del precedente gestore che avrebbe dovuto passare il testimone, nonché preziose dritte, a Cornacchia. “Io e mia moglie siamo partiti da zero, non avevamo alcuna consegna né ordine appena arrivati – prosegue l’allevatore -. Ci siamo rimboccati le maniche e adesso, per fortuna, la richiesta ha oltrepassato i confini della nostra regione arrivando nelle Marche, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria”.

Allontanandosi da ogni modalità propria degli allevamenti intensivi, l’allevatore ha scelto enormi voliere per i suoi fagiani. “Si tratta di un allevamento estensivo – argomenta -. Gli animali, pur in cattività, possono godere di ampi spazi: ogni voliera, di oltre 5mila metri quadrati e alte ben sei metri, ha al suo interno cespugli, lecci, pini ed alberi ad alto fusto che si rivelano i migliori alleati per allenare al volo la selvaggina”.

A differenza degli allevamenti intensivi, infatti, ad ogni animale vengono destinati dai 4 ai 5 metri a testa di spazio. Mangimi e preparati per ogni fase della crescita, un impianto di riscaldamento a gas per conservare una temperatura costante per i piccoli e un impegno totalizzante ad ogni ora del giorno e della notte hanno fatto di questo allevamento il fiore all’occhiello del nostro territorio. “Decine di furti, nevicate del passato che hanno raso al suolo le voliere e atti vandalici avrebbero potuto scoraggiarci – conclude l’allevatore – ma l’amore per questo mestiere e il privilegio di poter lavorare in una tenuta meravigliosa mi danno la forza per non mollare e credere ancora di più nella mia scommessa”.