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	<title>#powerrangers Archivi -</title>
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	<title>#powerrangers Archivi -</title>
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (15)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#anime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il passare degli anni, lo stile musicale di Saban e Levy si spostò progressivamente dalle atmosfere fantasy tipiche dei primi cartoni animati verso un suono più dinamico, pensato per serie d’azione e supereroi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-15/">HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (15)</a> proviene da <a href="https://www.stradenuove.net"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-65492-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/15_POWER-RANGERS.mp3?_=1" /><a href="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/15_POWER-RANGERS.mp3">https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/15_POWER-RANGERS.mp3</a></audio>
<h3><strong>LE SIGLE DI HAIM SABAN – APPENDICE 2 &#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-14/">parte 15</a></strong></h3>
<p>In questa rubrica abbiamo presentato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>papà dei Power Rangers</strong>.</p>
<p>Haim Saban ha costruito nel corso della sua carriera un vasto <strong>catalogo musicale televisivo</strong>, composto in gran parte insieme al suo storico collaboratore <strong>Shuki Levy</strong>. Le loro composizioni hanno caratterizzato il suono di numerose serie animate e produzioni per ragazzi tra gli anni Ottanta e Novanta, da <em>He-Man</em> e <em>Inspector Gadget</em> fino all’universo dei <strong>Power Rangers</strong>.</p>
<p>La libreria musicale legata alla loro attività conta <strong>circa 3.800 brani</strong>, tra sigle, temi orchestrali e musiche di sottofondo per serie animate e live action.</p>
<h3><strong>APPENDICE 2 – Sigle per serie d’azione e supereroi (fine anni ’80 – anni ’90)</strong></h3>
<p>Con il passare degli anni, lo stile musicale di <strong>Saban e Levy</strong> si spostò progressivamente dalle atmosfere fantasy tipiche dei primi cartoni animati verso un suono più dinamico, pensato per <strong>serie d’azione e supereroi</strong>.</p>
<p>Questo passaggio preparò il terreno per il grande successo dei <strong>Power Rangers</strong>, ma nel frattempo il duo aveva già lasciato un segno profondo nel panorama televisivo.</p>
<p>Uno degli esempi più celebri è la sigla di <strong>X-Men: The Animated Series</strong> (1992), caratterizzata da un tema potente e immediatamente riconoscibile che ancora oggi rappresenta uno dei motivi più iconici legati all’universo Marvel.</p>
<p>Pochi anni dopo arrivò <strong>Spider-Man: The Animated Series</strong> (1994), con un altro tema energico e memorabile, costruito su riff musicali epici che accompagnavano perfettamente l’atmosfera del supereroe newyorkese.</p>
<p>Anche <strong>The Real Ghostbusters</strong> (1986) vide il contributo di Shuki Levy nella realizzazione di musiche e temi d’azione ricorrenti, perfetti per sostenere il tono ironico e avventuroso della serie.</p>
<p>Il vero salto di popolarità arrivò però con <strong>Mighty Morphin Power Rangers</strong> (1993). La celebre sigla <strong>“Go Go Power Rangers”</strong>, composta da <strong>Ron Wasserman</strong> ma prodotta all’interno dell’universo creativo Saban, divenne uno dei brani più riconoscibili della televisione per ragazzi degli anni Novanta.</p>
<p>Accanto a queste produzioni più famose, il catalogo musicale Saban/Levy comprendeva anche altri progetti televisivi, tra cui:</p>
<ul>
<li>serie animate come <strong>Lucky Luke</strong></li>
<li>produzioni live action come <strong>Going Bananas</strong></li>
</ul>
<p>Nel complesso, Saban e Levy costruirono negli anni una vera e propria <strong>“arsenale sonoro” di migliaia di brani</strong>, destinato ad accompagnare serie televisive, giocattoli e prodotti di merchandising legati ai programmi.</p>
<p>In Italia, gran parte di questo patrimonio musicale è rimasto a lungo poco conosciuto, a causa delle numerose <strong>sigle locali prodotte per le trasmissioni televisive</strong>. Solo negli ultimi anni, grazie alle piattaforme digitali e a siti come YouTube, molti fan hanno potuto riscoprire le versioni originali delle sigle e delle colonne sonore.</p>
<p>Il lavoro di <strong>Haim Saban e Shuki Levy</strong> non ha prodotto soltanto sigle televisive: ha contribuito a costruire un <strong>immaginario sonoro globale</strong>, capace di accompagnare intere generazioni di spettatori.</p>
<p><strong>Elenco sigle – Appendice 2</strong></p>
<ul>
<li><strong>X-Men: The Animated Series</strong> (1992) – tema iconico dell’universo Marvel</li>
<li><strong>Spider-Man: The Animated Series</strong> (1994) – riff epici e ritmo dinamico</li>
<li><strong>The Real Ghostbusters</strong> (1986) – temi d’azione e musica orchestrale</li>
<li><strong>Mighty Morphin Power Rangers</strong> (1993) – sigla “Go Go Power Rangers”</li>
<li><strong>Lucky Luke (serie animata)</strong> – colonne sonore per l’adattamento televisivo</li>
<li><strong>Going Bananas</strong> – serie live action per ragazzi</li>
</ul>
<p><em>(continua nella prossima uscita)</em></p>
<p><em>Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi.</em></p>
<!-- wp:html -->
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (14)</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-14/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:35:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#anime]]></category>
		<category><![CDATA[#brani]]></category>
		<category><![CDATA[#cristinadavena]]></category>
		<category><![CDATA[#haimsaban]]></category>
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		<category><![CDATA[#musica]]></category>
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		<category><![CDATA[#shukilevy]]></category>
		<category><![CDATA[#sigle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Haim Saban ha costruito nel corso degli anni un vasto catalogo musicale televisivo. Ha definito il suono di molti cartoni animati e serie per ragazzi anni '80 e '90, tra cui He-Man, Inspector Gadget e l’universo dei Power Rangers</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-14/">HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (14)</a> proviene da <a href="https://www.stradenuove.net"></a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>LE SIGLE DI HAIM SABAN – APPENDICE 1 &#8211; </strong></em><strong><a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-13/" data-type="link" data-id="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-13/">parte 14</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa rubrica abbiamo presentato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>papà dei Power Rangers</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Haim Saban ha costruito nel corso degli anni un vasto <strong>catalogo musicale televisivo</strong>, composto in gran parte insieme al suo storico collaboratore <strong>Shuki Levy</strong>. Le loro musiche hanno definito il suono di molti cartoni animati e serie per ragazzi degli anni Ottanta e Novanta, tra cui <strong>He-Man, Inspector Gadget</strong> e, più tardi, l’universo dei <strong>Power Rangers</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libreria musicale legata alla loro attività conta <strong>circa 3.800 brani</strong>, tra sigle, temi orchestrali e underscore destinati a serie animate e produzioni live action.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>APPENDICE 1 – Le sigle di animazione più importanti (anni ’80)</em></strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>1983</strong>, Shuki Levy e Haim Saban composero il tema di <strong>Inspector Gadget</strong>, un celebre riff sintetizzato ispirato al <em>Peer Gynt</em> di <strong>Edvard Grieg</strong>, destinato a diventare uno dei motivi televisivi più riconoscibili della sua epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, tuttavia, per molti anni questo suono è rimasto quasi in secondo piano rispetto alle versioni locali delle sigle, interpretate da artisti come <strong>Cristina D’Avena</strong>, che hanno accompagnato la diffusione televisiva dei cartoni nel nostro paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sigle create da <strong>Saban e Levy</strong> definirono il panorama televisivo degli anni Ottanta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>He-Man and the Masters of the Universe</strong>, con il suo stile epico e orchestrale che accompagnava il celebre motto “By the power of Grayskull”.</li>



<li><strong>M.A.S.K.</strong>, caratterizzata da un sound hard rock perfetto per sostenere la linea di giocattoli trasformabili prodotta da Kenner.</li>



<li><strong>Ulysses 31</strong>, con un’atmosfera space-rock che mescolava fantascienza e mitologia classica.</li>



<li><strong>The Mysterious Cities of Gold</strong>, con un tema elettronico melodico diventato iconico soprattutto in Francia.</li>



<li><strong>Heathcliff</strong>, con una sigla rock energica in linea con il carattere scatenato del protagonista.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il sito ufficiale di <strong>Shuki Levy</strong> elenca questi titoli tra le principali produzioni del duo creativo, sottolineando un catalogo televisivo che ha segnato generazioni di spettatori con <strong>oltre 4.000 brani musicali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli Stati Uniti e in Francia, molte di queste colonne sonore sono state pubblicate anche su <strong>vinile e CD</strong>, con ristampe dedicate ai fan e ai collezionisti. Temi come <strong>“Teela’s Theme” o “Orko’s Theme”</strong> da He-Man continuano ancora oggi a essere riscoperti e ascoltati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saban e Levy crearono un <strong>linguaggio musicale immediatamente riconoscibile</strong>, spesso costruito su ritmi energici (tra <strong>128 e 136 BPM</strong>) e ritornelli molto memorizzabili. Era un modello perfetto per la televisione commerciale dell’epoca, dove la sigla diventava anche uno strumento per rafforzare il merchandising legato alla serie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi piattaforme come <strong>YouTube </strong>hanno contribuito a far riscoprire queste versioni originali, che raccolgono milioni di ascolti e testimoniano l’importanza storica del lavoro di Saban e Levy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Haim Saban non si limitò a comporre musica: contribuì a creare un <strong>legame diretto tra sigla televisiva, identità del programma e successo commerciale</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>Elenco sigle – Appendice 1</em></strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Inspector Gadget (1983)</strong> – tema synth ispirato a Grieg</li>



<li><strong>He-Man and the Masters of the Universe (1983)</strong> – tema orchestrale epico</li>



<li><strong>The Mysterious Cities of Gold (1982)</strong> – elettronica melodica</li>



<li><strong>Ulysses 31 (1981)</strong> – space rock sinfonico</li>



<li><strong>M.A.S.K. (1985)</strong> – hard rock televisivo</li>



<li><strong>Heathcliff (1984)</strong> – rock energico</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(continua nella prossima uscita)</em> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi.</em></p>



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		<item>
		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (13)</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-13/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#haimsaban]]></category>
		<category><![CDATA[#igrandimitianimati]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.stradenuove.net/?p=63352</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli anni più recenti, il processo di trasformazione della saga è arrivato a un punto di svolta. Il reboot previsto su Disney+ porta all’estremo un cambiamento iniziato nelle stagioni precedenti: produzioni più originali, con una minore dipendenza dal materiale giapponese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/13_POWER-RANGERS.mp3"></audio></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><em><strong>FOCUS: Da robot di Tokyo a praterie neozelandesi: la rivoluzione dei set dei Power Rangers da Disney a oggi / 2 &#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-12/">parte 13</a></strong></em></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In questa rubrica abbiamo presentato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>papà dei Power Rangers</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle uscite precedenti abbiamo visto come i Power Rangers debbano la loro nascita a un’idea tanto semplice quanto geniale: adattare per il pubblico occidentale le spettacolari serie <strong>Super Sentai</strong>, prodotte dalla casa giapponese <strong>Toei</strong>, con i loro costumi colorati e i robot giganti che si combinano tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni più recenti, però, il processo di trasformazione della saga è arrivato a un punto di svolta. Il <strong>reboot previsto su Disney+</strong>, annunciato per la nuova fase della serie, porta all’estremo un cambiamento già iniziato nelle stagioni precedenti: produzioni sempre più <strong>originali</strong>, con una minore dipendenza dal materiale giapponese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Toei continua infatti a produrre le proprie serie <strong>Super Sentai</strong> in Giappone, mentre i nuovi produttori preferiscono realizzare sequenze completamente nuove, utilizzando <strong>effetti digitali e scenografie originali</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>Il nuovo cuore produttivo: Auckland</em></strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se oggi si potesse entrare dietro le quinte della serie, si scoprirebbe un universo fatto di <strong>location reali, studi cinematografici avanzati e tecnologia digitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il centro operativo principale è l’<strong>Auckland Action Factory</strong>, in Nuova Zelanda: un grande complesso di studi dotato di enormi green screen e scenografie modulari. Qui sono state girate molte delle sequenze di <strong>Dino Fury e Cosmic Fury</strong>, comprese trasformazioni, battaglie e scene con effetti visivi. La scelta della Nuova Zelanda non è casuale: il paese offre <strong>paesaggi molto vari, infrastrutture cinematografiche avanzate e costi di produzione più sostenibili</strong> rispetto agli Stati Uniti.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>Angel Grove tra California e Nuova Zelanda</em></strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il trasferimento della produzione, alcune location storiche restano legate alla California.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>esterni di Angel Grove</strong>, con strade suburbane e parchi cittadini, vengono spesso girati nei dintorni di <strong>Valencia</strong>, vicino a Los Angeles, per mantenere quell’atmosfera tipicamente americana della “città degli eroi”. Gli <strong>interni</strong>, invece — come il centro giovanile o la base operativa dei Rangers — vengono ricreati negli studi di <strong>Auckland</strong>, dove set mobili e scenografie modulari permettono di trasformare rapidamente gli ambienti: da una base segreta a un’astronave o a un laboratorio tecnologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segreto della continuità visiva sta nell’uso di <strong>illuminazioni simili, scenografie neutre e location facilmente adattabili</strong>, che consentono di unire riprese realizzate in luoghi diversi senza che lo spettatore percepisca il passaggio.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>Le leggendarie Vasquez Rocks</em></strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le location più iconiche della storia dei <em>Power Rangers</em> restano le celebri <strong>Vasquez Rocks</strong>, una spettacolare formazione rocciosa situata nel deserto californiano, a circa un’ora da Los Angeles.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo parco naturale è stato utilizzato come set cinematografico per quasi un secolo e compare in numerose produzioni famose, tra cui <strong>Star Trek, Star Wars e Bill &amp; Ted</strong>. Per i fan dei <em>Power Rangers</em> rappresenta un luogo simbolico: proprio tra queste rocce vennero girate molte delle battaglie delle prime stagioni degli anni Novanta, con scontri spettacolari tra i Ranger e i mostri di <strong>Rita Repulsa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi, le <strong>Vasquez Rocks</strong> continuano a essere utilizzate come location per scene ambientate in cave o paesaggi alieni. Ogni anno migliaia di appassionati visitano il parco, diventato una vera meta di pellegrinaggio per i fan della saga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai tempi di <strong>Haim Saban</strong> fino alle produzioni più recenti, queste rocce sono rimaste un simbolo della storia dei Power Rangers: un luogo dove la fantasia televisiva incontra il paesaggio reale, contribuendo a costruire l’immaginario di una delle saghe più longeve della televisione per ragazzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(continua nella prossima uscita)</em></p>



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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (12)</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-12/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:44:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#haimsaban]]></category>
		<category><![CDATA[#igrandimitianimati]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[#serietv]]></category>
		<category><![CDATA[#tv]]></category>
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		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Power Rangers devono la loro nascita a un'idea geniale: adattare per il pubblico occidentale le spettacolari serie Super Sentai. Con l'arrivo di Disney alla guida del franchise, la produzione iniziò a cambiare volto. Il cuore delle riprese si spostò progressivamente dall'area di Los Angeles alla Nuova Zelanda</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-64008-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/12_POWER-RANGERS.mp3?_=2" /><a href="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/12_POWER-RANGERS.mp3">https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/12_POWER-RANGERS.mp3</a></audio></p>
<h3><em><strong>FOCUS: Da robot di Tokyo a praterie neozelandesi: la rivoluzione dei set dei Power Rangers da Disney a oggi / 1 &#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-11/">parte 12</a></strong></em></h3>
<div class="ds-markdown ds-assistant-message-main-content">
<div class="ds-markdown ds-assistant-message-main-content">
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">In questa rubrica abbiamo presentato alcuni dei grandi miti dell&#8217;animazione giapponese degli anni &#8217;70, &#8217;80, &#8217;90 e 2000. Continueremo la nostra mini enciclopedia, scandita da reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di </span><strong><span class="">anime e manga</span></strong><span class="">, così come ai loro autori.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Tra le figure che hanno segnato profondamente l&#8217;immaginario televisivo di più generazioni spicca </span><strong><span class="">Haim Saban</span></strong><span class="">, entrato nella storia dell&#8217;intrattenimento come l&#8217;architetto sonoro dell&#8217;infanzia degli anni &#8217;80 e &#8217;90 e, soprattutto, come il </span><strong><span class="">papà dei Power Rangers</span></strong><span class="">.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">I </span><em><span class="">Power Rangers</span></em><span class=""> devono la loro nascita a un&#8217;idea geniale: adattare per il pubblico occidentale le spettacolari serie </span><strong><span class="">Super Sentai</span></strong><span class="">, prodotte dalla casa giapponese </span><strong><span class="">Toei</span></strong><span class="">. Costumi colorati, robot giganti che si combinano tra loro e battaglie spettacolari: gran parte delle scene d&#8217;azione proveniva direttamente dai set giapponesi, girati tra studi televisivi e location naturali nei dintorni di Tokyo e Kyoto.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">A partire dagli anni Duemila, però, con l&#8217;arrivo di </span><strong><span class="">Disney</span></strong><span class=""> alla guida del franchise, la produzione iniziò a cambiare volto. Il cuore delle riprese si spostò progressivamente dall&#8217;area di </span><strong><span class="">Los Angeles</span></strong><span class=""> alla </span><strong><span class="">Nuova Zelanda</span></strong><span class="">, trasformando </span><strong><span class="">Auckland</span></strong><span class=""> nel nuovo centro operativo della saga e, di fatto, nel nuovo &#8220;Angel Grove&#8221;.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><strong><span class="">L&#8217;era Disney: un equilibrio tra Giappone e Occidente</span></strong></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Durante il periodo Disney (2003–2009), la formula produttiva dei </span><em><span class="">Power Rangers</span></em><span class=""> rimase un perfetto equilibrio tra materiale giapponese e scene originali.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Le sequenze di combattimento con i costumi dei Ranger e dei mostri provenivano spesso dalle serie </span><strong><span class="">Super Sentai</span></strong><span class="">, mentre i momenti narrativi — dialoghi tra i protagonisti, scene scolastiche, trasformazioni e battaglie finali — venivano girati appositamente per la versione occidentale.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Dopo le prime stagioni prodotte a </span><strong><span class="">Los Angeles</span></strong><span class="">, considerate troppo costose, la produzione si trasferì stabilmente ad </span><strong><span class="">Auckland</span></strong><span class="">, in Nuova Zelanda, dove i costi erano più sostenibili e le location offrivano grande varietà paesaggistica.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Alcuni luoghi iconici della serie sono diventati veri e propri punti di riferimento per i fan.</span></p>
<ul>
<li>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">La </span><strong><span class="">scuola di Angel Grove</span></strong><span class=""> venne girata in un liceo reale a </span><strong><span class="">Vancouver</span></strong><span class="">, in Canada.</span></p>
</li>
<li>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Il celebre </span><strong><span class="">Centro di Comando</span></strong><span class=""> utilizzava come base una struttura culturale in </span><strong><span class="">California</span></strong><span class="">, con effetti visivi realizzati sulle famose </span><strong><span class="">Vasquez Rocks</span></strong><span class="">, location iconica apparsa anche in numerose serie di </span><em><span class="">Star Trek</span></em><span class="">.</span></p>
</li>
<li>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Molte delle scene di allenamento venivano girate in parchi pubblici dell&#8217;area di </span><strong><span class="">Los Angeles</span></strong><span class="">.</span></p>
</li>
<li>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Le spettacolari battaglie contro i mostri si svolgevano spesso in </span><strong><span class="">cave e zone industriali</span></strong><span class="">, diventate negli anni un tratto distintivo della serie.</span></p>
</li>
</ul>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Gli studi neozelandesi permisero di creare un perfetto equilibrio visivo tra il materiale originale e quello importato dal Giappone, grazie a scenografie e illuminazioni progettate per rendere invisibile il passaggio tra le due fonti.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Un esempio significativo è </span><strong><span class="">Power Rangers Mystic Force</span></strong><span class="">, che adattava la serie giapponese </span><em><span class="">Magiranger</span></em><span class="">, arricchendola con nuove sequenze girate proprio in Nuova Zelanda.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><strong><span class="">La svolta con Hasbro</span></strong></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Con l&#8217;arrivo di </span><strong><span class="">Hasbro</span></strong><span class=""> alla guida del franchise nel </span><strong><span class="">2019</span></strong><span class="">, il processo di trasformazione produttiva accelerò ulteriormente.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><strong><span class="">Power Rangers Beast Morphers</span></strong><span class=""> continuava a utilizzare una combinazione di scene giapponesi e riprese originali neozelandesi, ma con un&#8217;integrazione sempre più fluida tra i due elementi.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Con </span><strong><span class="">Power Rangers Dino Fury</span></strong><span class=""> (2021–2022) la dipendenza dal materiale giapponese si ridusse sensibilmente: la produzione iniziò a puntare sempre di più su </span><strong><span class="">effetti digitali, nuove coreografie e scene originali</span></strong><span class=""> girate negli studi della Nuova Zelanda.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">La svolta definitiva arrivò con </span><strong><span class="">Power Rangers Cosmic Fury</span></strong><span class=""> (2023), distribuita su </span><strong><span class="">Netflix</span></strong><span class="">. Per la prima volta nella storia della serie, una stagione televisiva venne realizzata quasi interamente con </span><strong><span class="">materiale originale</span></strong><span class="">, senza utilizzare le tradizionali sequenze d&#8217;azione provenienti dalle serie giapponesi.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><span class="">Una scelta che segnò un momento storico per il franchise, dimostrando come i </span><em><span class="">Power Rangers</span></em><span class=""> possano evolversi mantenendo la propria identità, ma sperimentando nuove strade produttive.</span></p>
<p class="ds-markdown-paragraph"><em><span class="">(continua nella prossima uscita)</span></em></p>
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (11)</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-11/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#haimsaban]]></category>
		<category><![CDATA[#Hasbro]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella primavera del 2018 Saban annunciò la vendita dei Power Rangers e delle proprietà legate a Saban Brands al colosso del giocattolo Hasbro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-63248-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/11_POWER-RANGERS.mp3?_=3" /><a href="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/11_POWER-RANGERS.mp3">https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/11_POWER-RANGERS.mp3</a></audio></p>
<h3><em><strong>L’ultimo capolavoro di Saban: la cessione dei Power Rangers a Hasbro nel 2018 &#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-10/">parte 11</a></strong></em></h3>
<p>In questa rubrica abbiamo raccontato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>
<p>Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il “papà” dei Power Rangers.</p>
<p>Venticinque anni dopo aver dato vita a uno dei fenomeni più longevi della televisione per ragazzi, Haim Saban decise di chiudere il suo ciclo con un’operazione destinata a segnare la storia del franchise.</p>
<p>Nella <strong>primavera del 2018</strong>, infatti, Saban annunciò la vendita dei <strong>Power Rangers</strong> e delle proprietà legate a <strong>Saban Brands</strong> al colosso del giocattolo <strong>Hasbro</strong>. L’operazione, del valore di circa <strong>522 milioni di dollari</strong>, segnò la fine di un’era e l’inizio di una nuova fase per la saga.</p>
<h4><em><strong>Un patrimonio narrativo enorme</strong></em></h4>
<p>Con l’acquisizione, Hasbro si trovò tra le mani un patrimonio vastissimo: centinaia di episodi distribuiti in numerose stagioni, un universo narrativo costruito nel corso di oltre venticinque anni e un marchio conosciuto in tutto il mondo.</p>
<p>Il nuovo proprietario iniziò subito a lavorare per rilanciare il brand sia sul piano televisivo sia su quello commerciale, integrando la saga all’interno del proprio ecosistema di giocattoli e prodotti di intrattenimento.</p>
<h4><em><strong>Il rilancio delle serie</strong></em></h4>
<p>La prima fase della nuova gestione prese forma con <strong>Power Rangers Beast Morphers</strong> (2019–2020), una stagione che introdusse nuovi personaggi e un approccio più moderno, mantenendo però l’estetica classica della saga.</p>
<p>Successivamente arrivò <strong>Power Rangers Dino Fury</strong> (2021–2022), distribuita tra <strong>Nickelodeon e Netflix</strong>, che contribuì a rinnovare l’interesse del pubblico grazie a una narrazione più dinamica e a nuovi protagonisti molto apprezzati dai fan.</p>
<p>Tra questi, <strong>la Pink Ranger interpretata da Hunter Deno</strong>, diventata rapidamente uno dei volti più riconoscibili della nuova generazione della serie.</p>
<h4><strong><em>Cosmic Fury e la nuova fase</em></strong></h4>
<p>Nel <strong>2023</strong>, con <strong>Power Rangers Cosmic Fury</strong>, il franchise ha vissuto una nuova evoluzione. Distribuita su <strong>Netflix</strong>, la stagione ha rappresentato una sorta di capitolo conclusivo per alcuni dei personaggi introdotti negli anni precedenti.</p>
<p>Tra le novità più significative vi è stata la presenza di <strong>una Red Ranger donna</strong>, Amelia Jones, protagonista di una narrazione più ampia e inclusiva rispetto al passato.</p>
<p>Questo capitolo ha segnato un momento importante per la saga, dimostrando come i Power Rangers possano ancora reinventarsi e parlare a nuove generazioni di spettatori.</p>
<h4><em><strong>Il ruolo del merchandising</strong></em></h4>
<p>Parallelamente alla produzione televisiva, Hasbro ha investito molto anche sul merchandising.</p>
<p>Linee da collezione come la <strong>Lightning Collection</strong>, dedicate sia ai fan storici sia ai nuovi appassionati, hanno contribuito a mantenere alta la visibilità del brand. Accanto a queste, continuano a essere prodotti giocattoli iconici come <strong>morpher, armi e figure dei Ranger</strong>, che restano tra gli oggetti più riconoscibili della saga.</p>
<h4><strong><em>Un’eredità che continua</em></strong></h4>
<p>Oggi i Power Rangers non sono soltanto un ricordo nostalgico degli anni Novanta, ma un universo narrativo ancora attivo, capace di rinnovarsi attraverso nuove serie, prodotti e reinterpretazioni.</p>
<p>La visione di <strong>Haim Saban</strong>, nata dall’intuizione di adattare una serie giapponese per il pubblico occidentale, continua a vivere attraverso generazioni di fan.</p>
<p>Un’eredità che dimostra come una semplice idea — un gruppo di ragazzi che si trasforma in eroi colorati per difendere il mondo — possa diventare uno dei fenomeni culturali più duraturi della televisione moderna.</p>
<p><em>(continua nella prossima uscita)</em></p>
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (10)</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#disney]]></category>
		<category><![CDATA[#haimsaban]]></category>
		<category><![CDATA[#igrandimitianimati]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dieci anni dopo la grande vendita del 2001, quando cedette a Disney l’intero pacchetto Fox Family/Saban per circa 5,2 miliardi di dollari, Saban tornò protagonista</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-61190-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/10_POWER-RANGERS.mp3?_=4" /><a href="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/10_POWER-RANGERS.mp3">https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/10_POWER-RANGERS.mp3</a></audio></p>
<h3><strong>Il ritorno del re: Saban riacquista Power Rangers da Disney nel 2010 &#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-9/">parte 10</a></strong></h3>
<p>In questa rubrica abbiamo raccontato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>
<p>Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>“papà” dei Power Rangers</strong>.</p>
<p>Provate a immaginare la situazione: un imprenditore vende il suo progetto più famoso per miliardi di dollari, osserva da lontano cosa succede sotto altri proprietari e poi, dopo qualche anno, riesce a riacquistarlo a una frazione del prezzo iniziale per rilanciarlo.</p>
<p>È esattamente ciò che accadde con <strong>Haim Saban</strong> e il franchise dei <em>Power Rangers</em>.</p>
<p>Dieci anni dopo la grande vendita del <strong>2001</strong>, quando cedette a Disney l’intero pacchetto Fox Family/Saban per circa <strong>5,2 miliardi di dollari</strong>, Saban tornò protagonista.</p>
<p>Il <strong>12 maggio 2010</strong> annunciò il riacquisto del franchise da <strong>The Walt Disney Company</strong>, attraverso la nuova società <strong>Saban Brands</strong>. L’operazione, secondo diverse stime, avrebbe avuto un valore compreso tra <strong>43 e 100 milioni di dollari</strong> e comprendeva i diritti su centinaia di episodi, oltre alle licenze legate al merchandising.</p>
<p>Per finanziare il progetto, Saban utilizzò le risorse della sua holding <strong>Saban Capital Group</strong>, segnando l’inizio di una nuova fase per l’universo dei Rangers.</p>
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<h4><strong>Perché Disney decise di cedere</strong></h4>
<p>Dopo alcuni anni di gestione, Disney iniziò a considerare il franchise meno centrale rispetto ad altre proprietà del gruppo.</p>
<p>L’azienda stava infatti concentrando i propri investimenti su nuovi marchi e su produzioni cinematografiche e televisive di grande portata.</p>
<p>In questo contesto, l’offerta di Saban rappresentò un’occasione per trasferire il brand a chi lo aveva originariamente creato e conosceva meglio il suo potenziale.</p>
<h4><strong>Il rilancio con Nickelodeon</strong></h4>
<p>Una volta riacquisiti i diritti, Saban si mosse rapidamente per rilanciare la serie.</p>
<p>Nel <strong>2011</strong> firmò un accordo con <strong>Nickelodeon</strong>, network del gruppo <strong>Viacom</strong>, per la produzione di nuove stagioni dei <em>Power Rangers</em>.</p>
<p>Il ritorno televisivo iniziò con <strong>Power Rangers Samurai</strong>, seguito negli anni successivi da nuove serie che aggiornavano l’universo narrativo mantenendo però gli elementi classici della saga.</p>
<p>Tra le stagioni prodotte in questa nuova fase troviamo:</p>
<ul>
<li><strong>Power Rangers Samurai</strong> (2011–2012)</li>
<li><strong>Power Rangers Megaforce</strong> (2013–2014)</li>
<li><strong>Power Rangers Dino Charge</strong> (2015–2016)</li>
<li><strong>Power Rangers Ninja Steel</strong> (2017)</li>
<li><strong>Power Rangers Super Ninja Steel</strong> (2018)</li>
</ul>
<p>Questa fase segnò il ritorno dei <em>Power Rangers</em> a una programmazione televisiva stabile per il pubblico più giovane.</p>
<h4><strong>Una storia di intuizioni e strategie</strong></h4>
<p>La vicenda imprenditoriale di Haim Saban dimostra quanto il mondo dell’intrattenimento possa essere influenzato da intuizioni creative e decisioni strategiche.</p>
<p>Partito da una carriera musicale e dalla produzione di sigle televisive, Saban riuscì a costruire un impero mediatico intorno a un’idea semplice ma potentissima: adattare un format giapponese e trasformarlo in un fenomeno globale.</p>
<p>Il ritorno dei <em>Power Rangers</em> sotto la sua guida nel 2010 rappresentò quindi non solo un’operazione economica, ma anche la dimostrazione di quanto il creatore di un progetto possa essere la persona più adatta a comprenderne davvero il valore.</p>
<p><em>(continua nella prossima uscita)</em></p>
<p><em>Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi.</em></p>
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (9)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 06:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#haimsaban]]></category>
		<category><![CDATA[#igrandimitianimati]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 23 luglio 2001 Hollywood fu scossa da un annuncio destinato a fare storia: The Walt Disney Company avrebbe acquisito Fox Family Worldwide per circa 5,2 miliardi di dollari</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-62904-5" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/9_POWER-RANGERS.mp3?_=5" /><a href="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/9_POWER-RANGERS.mp3">https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/9_POWER-RANGERS.mp3</a></audio></p>
<h3><strong>Da alleato di Murdoch a preda di Topolino: la vendita a Disney che cambiò tutto &#8211;<a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-8/"> parte 9</a></strong></h3>
<p>In questa rubrica abbiamo raccontato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>
<p>Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>“papà” dei Power Rangers</strong>.</p>
<p>Alla fine degli anni Novanta l’impero costruito da Saban sembrava ormai inarrestabile. L’alleanza con <strong>Rupert Murdoch</strong> e il gruppo <strong>Fox</strong> aveva dato vita a un gigante della televisione per ragazzi.</p>
<p>Nel <strong>1996</strong>, la fusione tra <strong>Saban Entertainment</strong> e <strong>Fox Children’s Network</strong> portò alla nascita di <strong>Fox Kids Worldwide</strong>, un colosso televisivo capace di raggiungere oltre <strong>80 milioni di famiglie negli Stati Uniti</strong>.</p>
<p>La combinazione tra programmazione televisiva e merchandising aveva creato un sistema estremamente redditizio. Tuttavia, Saban aveva previsto fin dall’inizio una possibile via d’uscita dall’alleanza.</p>
<p>Nel <strong>2000</strong>, utilizzò infatti una clausola prevista dagli accordi societari — la cosiddetta <strong>put option</strong> — che consentiva di forzare la vendita della joint venture alle condizioni stabilite. Questo passaggio aprì la strada a una delle operazioni più importanti nella storia dell’intrattenimento per ragazzi.</p>
<h4><strong>L’acquisizione da parte di Disney</strong></h4>
<p>Il <strong>23 luglio 2001</strong> Hollywood fu scossa da un annuncio destinato a fare storia: <strong>The Walt Disney Company</strong> avrebbe acquisito <strong>Fox Family Worldwide</strong> per circa <strong>5,2 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>L’accordo, finalizzato nell’ottobre dello stesso anno, comprendeva <strong>2,9 miliardi di dollari in contanti</strong> e l’assunzione di circa <strong>2,3 miliardi di debiti</strong>.</p>
<p>Per Disney si trattò di una delle più grandi acquisizioni mai realizzate nel settore dei contenuti per ragazzi.</p>
<p>Nel pacchetto erano inclusi:</p>
<ul>
<li>la vasta <strong>library Saban</strong>, con migliaia di episodi tra serie animate e live action</li>
<li>i diritti televisivi dei <strong>Power Rangers</strong></li>
<li>il network <strong>Fox Family Channel</strong>, successivamente rinominato <strong>ABC Family</strong> (oggi <strong>Freeform</strong>)</li>
<li>numerosi canali internazionali del circuito <strong>Fox Kids</strong>, che negli anni successivi sarebbero stati trasformati in <strong>Jetix</strong> e poi in <strong>Disney XD</strong>.</li>
</ul>
<h4><strong>Il n</strong><strong>u</strong><strong>ovo corso sotto Disney</strong></h4>
<p>Con il passaggio a Disney, il franchise dei <em>Power Rangers</em> continuò la propria evoluzione con nuove stagioni prodotte nei primi anni Duemila.</p>
<p>Tra queste:</p>
<ul>
<li><strong>Power Rangers Ninja Storm</strong> (2003)</li>
<li><strong>Power Rangers Dino Thunder</strong> (2004)</li>
<li><strong>Power Rangers S.P.D.</strong> (2005)</li>
<li><strong>Power Rangers Mystic Force</strong> (2006)</li>
<li><strong>Power Rangers Operation Overdrive</strong> (2007)</li>
<li><strong>Power Rangers Jungle Fury</strong> (2008)</li>
<li><strong>Power Rangers RPM</strong> (2009)</li>
</ul>
<p>Queste produzioni contribuirono a mantenere viva la saga, introducendo nuovi personaggi e ambientazioni, e continuando a rinnovare l’universo narrativo dei Rangers.</p>
<h4><strong>Il successo personale di Saban</strong></h4>
<p>Per <strong>Haim Saban</strong>, l’operazione rappresentò un enorme successo imprenditoriale. Dopo aver costruito un impero televisivo partendo da una piccola società di produzione, riuscì a monetizzare il valore della sua azienda con una delle più grandi vendite della storia dell’intrattenimento per ragazzi.</p>
<p>Con i proventi dell’operazione, Saban fondò il <strong>Saban Capital Group</strong>, investendo successivamente in numerosi settori, tra cui media, telecomunicazioni e immobiliare.</p>
<p>La storia di Haim Saban dimostra come un’intuizione creativa — nata dall’idea di adattare una serie giapponese per il pubblico occidentale — possa trasformarsi in un fenomeno globale capace di generare miliardi di dollari e di influenzare l’immaginario di più generazioni.</p>
<p><em>Ccontinua nella prossima uscita. </em><em>Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi</em></p>
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (8)</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-8/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#igrandimitianimati]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1996, Haim Saban siglò un accordo strategico con Fox Children’s Network. Una joint venture che univa la capacità creativa di Saban alla potenza distributiva del network Fox</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-8/">HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (8)</a> proviene da <a href="https://www.stradenuove.net"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-59939-6" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/8_-POWER-RANGERS-HAIM-SABAN.mp3?_=6" /><a href="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/8_-POWER-RANGERS-HAIM-SABAN.mp3">https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/8_-POWER-RANGERS-HAIM-SABAN.mp3</a></audio></p>
<h3><strong>L’ascesa imperiale di Saban con Fox Kids: il dominio degli anni ’90 </strong><strong>&#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-7/">parte 8</a></strong></h3>
<p>In questa rubrica abbiamo raccontato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>
<p>Tra le figure che hanno lasciato un segno profondo nell’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>“papà” dei Power Rangers</strong>.</p>
<p>Immaginate una piccola casa di produzione musicale, nata quasi in un garage di <strong>Los Angeles nel 1984</strong>, che nel giro di poco più di un decennio si trasforma in un colosso televisivo globale capace di competere con giganti come <strong>Disney</strong> e <strong>Warner Bros.</strong></p>
<p>È esattamente ciò che accadde a <strong>Saban Entertainment</strong> a metà degli anni Novanta.</p>
<p>Nel <strong>1996</strong>, Haim Saban siglò un accordo strategico con <strong>Fox Children’s Network</strong>, controllata dal gruppo <strong>News Corporation</strong> di <strong>Rupert Murdoch</strong>. L’operazione portò alla nascita di <strong>Fox Kids Worldwide</strong>, una joint venture che univa la capacità creativa di Saban alla potenza distributiva del network Fox.</p>
<p>Il risultato fu una vera e propria macchina dell’intrattenimento per ragazzi: Saban supervisionava l’aspetto creativo delle produzioni — dalle storie alle sigle musicali — mentre Fox garantiva una distribuzione capillare che raggiungeva <strong>oltre 80 milioni di famiglie negli Stati Uniti</strong>.</p>
<p><strong>Un’alleanza strategica</strong></p>
<p>L’accordo del 1996 non nacque dal nulla. Già nel <strong>1995</strong> le due aziende avevano avviato una collaborazione strategica che dimostrò rapidamente il proprio potenziale.</p>
<p>Il passo decisivo arrivò nel <strong>1997</strong>, quando Saban e Fox acquisirono <strong>Fox Family Channel</strong> per circa <strong>1,9 miliardi di dollari</strong>, integrando contenuti televisivi, distribuzione via cavo e un network già attivo.</p>
<p>Grazie a questa espansione, i programmi legati all’universo Saban raggiunsero un pubblico internazionale sempre più ampio.</p>
<p><strong>La strategia di Saban</strong></p>
<p>Haim Saban era noto per il suo controllo estremamente attento su ogni dettaglio del brand. Supervisionava la costruzione delle serie, la musica, il design dei personaggi e perfino aspetti legati al merchandising.</p>
<p>L’obiettivo era mantenere un’identità forte e riconoscibile per il marchio <em>Power Rangers</em>.</p>
<p>In quegli anni, espressioni come <strong>“Morphin Time!”</strong> divennero parte del linguaggio quotidiano di milioni di bambini in tutto il mondo, trasformando la serie in un fenomeno culturale globale.</p>
<p>Nel giro di pochi anni, l’azienda passò da una realtà relativamente piccola a uno dei protagonisti dell’industria dell’intrattenimento per ragazzi, ponendo le basi per la successiva vendita a <strong>Disney nel 2001</strong>.</p>
<p><strong>L’era Saban originale</strong></p>
<p>Durante l’epoca di <strong>Fox Kids</strong> (prima metà degli anni Novanta fino ai primi anni Duemila), Saban Entertainment produsse alcune delle stagioni più celebri della saga dei Power Rangers.</p>
<p>Tra queste:</p>
<ul>
<li><strong>Mighty Morphin Power Rangers</strong> (1993–1996) – tre stagioni e il film del 1995</li>
<li><strong>Power Rangers Zeo</strong> (1996)</li>
<li><strong>Power Rangers Turbo</strong> (1997)</li>
<li><strong>Power Rangers in Space</strong> (1998)</li>
<li><strong>Power Rangers Lost Galaxy</strong> (1999)</li>
<li><strong>Power Rangers Lightspeed Rescue</strong> (2000)</li>
<li><strong>Power Rangers Time Force</strong> (2001)</li>
<li><strong>Power Rangers Wild Force</strong> (2002)</li>
</ul>
<p>Queste stagioni furono trasmesse all’interno dei blocchi di programmazione <strong>Fox Kids</strong>, contribuendo a consolidare la popolarità internazionale della serie.</p>
<p>L’alleanza tra Saban e Fox rappresentò quindi uno dei momenti più importanti nella storia della televisione per ragazzi degli anni Novanta.</p>
<p>Grazie a questa strategia, <em>Power Rangers</em> divenne non solo una serie televisiva di successo, ma <strong>un marchio globale capace di influenzare l’immaginario di un’intera generazione</strong>.</p>
<p><em>(continua nella prossima uscita)</em></p>
<p><em>Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi</em></p>
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (7)</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 19:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#igrandimitianimati]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il successo travolgente di Mighty Morphin Power Rangers non fu un semplice colpo di fortuna. Per Saban rappresentò l’inizio di una vera strategia industriale che lo portò a dominare la televisione d’azione per ragazzi negli anni Novanta</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-59312-7" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/7_-POWER-RANGERS-HAIM-SABAN.mp3?_=7" /><a href="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/7_-POWER-RANGERS-HAIM-SABAN.mp3">https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/7_-POWER-RANGERS-HAIM-SABAN.mp3</a></audio></p>
<h3><strong>VR Troopers, Masked Rider e Beetleborgs: la formula dei Rangers replicata &#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-6/">parte 7</a></strong></h3>
<p>In questa rubrica abbiamo raccontato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>
<p>Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>“papà” dei Power Rangers</strong>.</p>
<p>Il produttore israeliano intuì che la formula dei Rangers poteva essere replicata: <strong>sequenze d’azione tratte da serie giapponesi, integrate con storie girate negli Stati Uniti e accompagnate da sigle musicali energiche</strong>. Da questa combinazione nacque una serie di produzioni “cugine” che ampliarono ulteriormente l’universo creato da Saban Entertainment.</p>
<h4><strong>VR Troopers: il primo “fratello” dei Rangers</strong></h4>
<p>La prima serie a seguire questo modello fu <strong>VR Troopers</strong>, lanciata nel <strong>1994</strong> su Fox Kids. Il progetto si basava su diverse serie giapponesi del filone <strong>Metal Hero</strong>, adattate per il pubblico occidentale. I protagonisti erano tre giovani amici — <strong>Ryan Steele, J.B. Reese e Kaitlin Starner</strong> — che combattevano i malvagi Virtucons guidati dal tiranno <strong>Grimlord</strong>.</p>
<p>La struttura narrativa seguiva uno schema ormai consolidato:</p>
<ul>
<li>scene di vita quotidiana girate negli Stati Uniti</li>
<li>sequenze d’azione tratte dalle serie giapponesi</li>
<li>trasformazioni spettacolari e combattimenti tecnologici.</li>
</ul>
<p>La serie ottenne ascolti molto buoni e fu accompagnata da una linea di giocattoli prodotta da <strong>Bandai</strong>, contribuendo a consolidare il successo del modello produttivo creato da Saban.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-59318 size-full" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/images-8.jpg" alt="" width="189" height="266" /></p>
<h4><strong>Masked Rider: l’adattamento di un’icona giapponese</strong></h4>
<p>Nel <strong>1995</strong> arrivò <strong>Masked Rider</strong>, adattamento occidentale della popolare saga giapponese <strong>Kamen Rider</strong>. La storia seguiva le avventure del principe <strong>Dex</strong>, proveniente dal pianeta Edenoi, che si rifugia sulla Terra per sfuggire al perfido <strong>Count Dregon</strong> e difendere il nostro pianeta dalle sue minacce.</p>
<p>La serie riprendeva la struttura narrativa già sperimentata con i Power Rangers: eroi trasformabili, combattimenti spettacolari e un tono che mescolava azione e avventura. Anche in questo caso il progetto fu accompagnato da una linea di giocattoli e prodotti legati alla serie, rafforzando ulteriormente la presenza del marchio Saban nel mercato dell’intrattenimento per ragazzi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-59319 size-medium" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/Masked_Rider_-_Il_cavaliere_mascherato-300x225.png" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/Masked_Rider_-_Il_cavaliere_mascherato-300x225.png 300w, https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/Masked_Rider_-_Il_cavaliere_mascherato-768x576.png 768w, https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/Masked_Rider_-_Il_cavaliere_mascherato.png 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4><strong>Beetleborgs: azione e umorismo</strong></h4>
<p>Nel <strong>1996</strong> debuttò <strong>Big Bad Beetleborgs</strong>, una serie che univa azione e umorismo. La trama raccontava la storia di tre ragazzi — <strong>Drew, Jo e Roland McCormick</strong> — che, grazie a un misterioso spirito, ottengono i poteri dei Beetleborgs per combattere i mostri provenienti dalla <strong>Phantom Dimension</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso la serie utilizzava materiale tratto da una produzione giapponese, combinandolo con scene girate negli Stati Uniti. Il tono era più leggero rispetto ai Power Rangers e puntava maggiormente sull’elemento comico, offrendo al pubblico una variante diversa dello stesso modello narrativo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-59320" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/big-bad-beetleborgs.jpg" alt="" width="418" height="596" srcset="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/big-bad-beetleborgs.jpg 718w, https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/05/big-bad-beetleborgs-210x300.jpg 210w" sizes="auto, (max-width: 418px) 100vw, 418px" /></p>
<h4><strong>Un universo televisivo condiviso</strong></h4>
<p>Grazie a queste produzioni, Saban riuscì a costruire negli anni Novanta <strong>un vero universo televisivo di serie d’azione per ragazzi</strong>. Le diverse serie venivano spesso trasmesse negli stessi blocchi di programmazione, creando per il pubblico un appuntamento quotidiano con eroi, trasformazioni e battaglie spettacolari.</p>
<p>Questa strategia permise a Saban Entertainment di rafforzare il proprio dominio nel mercato televisivo per ragazzi, trasformando la formula dei Power Rangers in <strong>un modello produttivo replicabile e di grande successo</strong>.</p>
<p><em>(continua nella prossima uscita)</em></p>
<p><em>Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi.</em></p>
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		<title>HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (6)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ryancreation Cove]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I grandi miti]]></category>
		<category><![CDATA[#haimsaban]]></category>
		<category><![CDATA[#powerrangers]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Saban Entertainment riuscì a costruire una rete di distribuzione globale estremamente efficiente, trasformando una serie televisiva nata per il mercato americano in un fenomeno internazionale</p>
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<h3><strong>Come <em>Power Rangers</em> divenne una macchina economica globale &#8211; <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-5/">parte 6</a></strong></h3>
<p>In questa rubrica abbiamo raccontato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di <strong>anime e manga</strong>, così come ai loro autori.</p>
<p>Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca <strong>Haim Saban</strong>, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il <strong>“papà” dei Power Rangers</strong>.</p>
<p>Come abbiamo visto, i <em>Power Rangers</em> conquistarono rapidamente il pubblico statunitense, ma quello fu soltanto l’inizio di un’espansione molto più ampia. <strong>Saban Entertainment</strong> riuscì infatti a costruire una rete di distribuzione globale estremamente efficiente, trasformando una serie televisiva nata per il mercato americano in un fenomeno internazionale.</p>
<p>Già nel <strong>1994</strong> la società inaugurò sedi a <strong>Londra, Parigi, Tokyo, San Paolo e Sydney</strong>, espandendo progressivamente la propria presenza fino a raggiungere <strong>28 uffici nel mondo entro il 1998</strong>. Le serie vennero distribuite e doppiate in numerosi paesi, mantenendo l’energia delle sequenze d’azione e delle trasformazioni, in modo che i bambini di tutto il mondo potessero sentirsi parte della stessa avventura.</p>
<h4><strong>Licensing su misura e adattamenti locali</strong></h4>
<p>Una delle chiavi del successo globale fu la capacità di adattare il <strong>licensing</strong> ai diversi mercati.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, ad esempio, il marchio compariva su numerosi prodotti scolastici, tra cui quaderni e materiale per la scuola. In <strong>Francia</strong> e nel <strong>Regno Unito</strong>, invece, il franchise veniva sfruttato attraverso linee di giocattoli, accessori e prodotti dedicati ai più giovani.</p>
<p>Anche nei mercati emergenti la serie trovò spazio attraverso diverse emittenti televisive. In alcuni casi, le versioni trasmesse venivano leggermente adattate per rispettare le normative locali, pur mantenendo gli elementi fondamentali della storia.</p>
<p>Un elemento, tuttavia, rimase invariato ovunque: la celebre sigla <strong>“Go Go Power Rangers”</strong>, diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’intero franchise.</p>
<h4><strong>Eventi dal vivo e popolarità globale</strong></h4>
<p>La popolarità della serie si manifestò anche attraverso eventi dedicati ai fan. Convention, incontri con il cast e spettacoli dal vivo contribuirono a rafforzare il legame tra il pubblico e l’universo dei <em>Power Rangers</em>.</p>
<p>Nel corso degli anni vennero organizzati eventi tematici negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, oltre a collaborazioni con parchi divertimento e spettacoli dal vivo dedicati ai personaggi della serie.</p>
<p>Già nel <strong>Natale del 1994</strong>, i prodotti legati ai <em>Power Rangers</em> figuravano tra i regali più richiesti in numerosi paesi, segno di una popolarità ormai consolidata.</p>
<h4><strong>I personaggi più iconici nelle action figure</strong></h4>
<p>Tra i prodotti più apprezzati dai fan, un posto speciale è occupato dalle <strong>action figure</strong>, che hanno contribuito a rendere il franchise ancora più popolare tra bambini e collezionisti.</p>
<p>Tra i personaggi più rappresentati nelle linee di giocattoli figurano:</p>
<ol>
<li><strong>White Ranger Tommy</strong></li>
<li><strong>Green Ranger Tommy</strong></li>
<li><strong>Red Ranger Jason</strong></li>
<li><strong>Pink Ranger Kimberly</strong></li>
<li><strong>Blue Ranger Billy</strong></li>
<li><strong>Black Ranger Zack</strong></li>
<li><strong>Yellow Ranger Trini</strong></li>
<li><strong>Gold Ranger Zeo</strong></li>
<li><strong>Set combinati dei Ranger classici</strong></li>
<li><strong>Lightning Collection (linea moderna Hasbro)</strong></li>
</ol>
<p>In particolare il personaggio di <strong>Tommy Oliver</strong> è rimasto uno dei più popolari della saga, diventando nel tempo una vera icona per i fan della serie.</p>
<p><em>(continua nella prossima uscita)</em></p>
<p><em>Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stradenuove.net/haim-saban-il-papa-dei-power-rangers-6/">HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (6)</a> proviene da <a href="https://www.stradenuove.net"></a>.</p>
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